Un luogo dove competenze, dati, formazione, spazi favoriscono lo sviluppo e il confronto fra cittadini, istituzioni pubbliche, associazioni e rappresentanti del mondo economico, sociale e culturale di Bologna.

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Il progetto ha l’obiettivo di creare una banca dati, raccolti dopo una fase formativa ai volontari, per analizzare l’utenza delle Cucine Popolari al Battiferro. La banca dati si estenderebbe poi anche alle cucine Italicus, Saffi e Villa Paradiso, di prossima apertura.

La banca dati risponde a necessità di archiviazione e analisi da condividere con i Servizi e con le associazioni in rete. Il percorso permette di orientare la richiesta di cibo e segnalare nuove soluzioni, di avere uno osservatorio complementare a quello dei Servizi capace di migliorare l’analisi dei fenomeni e la capacità di risposta del territorio.

La proposta nasce dal bisogno di superare le modalità organizzative spontaneistiche dell’associazione e la raccolta cartacea delle informazioni, formare i volontari  allo “sportello” di accoglienza in modo più strutturato e raccogliere dati utili all’analisi del bisogno. La banca dati dovrà contenere anche le risorse della città relative al bisogno alimentare e quelle del territorio per gli altri bisogni espressi dall’utenza, anche diversi dal cibo, cui il progetto del “Portierato di comunità”, già avviato, può dare risposta.

La cucina popolare al Battiferro, nel quartiere Navile, ha visto un raddoppio e una diversificazione dell’utenza durante e dopo l’emergenza pandemica. Questa situazione ha gravato e grava sulle spalle di volontari che si trovano a gestire un maggior numero di utenti, con maggiori responsabilità e tensioni.

LUOGO: Navile
AMBITO: Benessere di Comunità
PROPONENTE: Civibo ODV
RETE: Auser, che coinvolgerà i cinque portieri e la rete di enti coinvolta - Fondo Comini, Centro Sociale Montanari, Colori della Noce, Happy Center. Ulteriore sinergia con il Servizio Sociale Territoriale, ASP e il coordinamento mense di Bologna.
OBIETTIVI: rafforzare le competenze e la motivazione dei volontari; fornire un’accoglienza più competente; analizzare l’utenza e le forme di povertà crescenti; migliorare le azioni messe in campo; mettere in rete le risorse del territorio.