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data evento: 18-03-2022

Il Comune di Bologna e il Forum Terzo Settore, con il supporto della nostra Fondazione, avviano un percorso di ascolto e partecipazione con le reti civiche di Bologna per arrivare a siglare un patto condiviso per individuare priorità e azioni condivise per la ripartenza post-pandemia

Tutte le realtà del Terzo Settore, di cittadinanza attiva, i gruppi informali, le cittadine e i cittadini interessati sono invitati a partecipare: l’obiettivo è co-programmare priorità e identificare come innovare i diversi e molteplici strumenti come bandi, convenzioni e patti di collaborazione anche relativamente alla gestione di spazi o progetti tra l’amministrazione e le tante realtà civiche della città che, anche nelle fasi più acute dell'emergenza, hanno dimostrato forte senso di responsabilità e grande attivismo.

“Riteniamo questo un passaggio estremamente rilevante per un deciso salto di qualità nei rapporti di collaborazione tra l’Amministrazione e il Terzo Settore. Il riconoscimento del Forum Terzo Settore come partner nella realizzazione del percorso verso la definizione condivisa del patto dà concretezza ai principi di co-programmazione e co-progettazione e pone le basi per la comune ricerca di soluzioni innovative capaci di rispondere in modo adeguato alle pressanti e molteplici esigenze del nostro tempo” - sostiene Anna Maria Nasi, delegata anziana coordinamento Forum provinciale Bologna.

In continuità con le innovazioni amministrative avviate dal Comune di Bologna, prima tra tutti il Regolamento sui beni comuni creato nel 2014, e con l’indagine degli impatti del Covid-19 sul mutualismo a Bologna realizzata nel corso della pandemia, il laboratorio è iniziato a febbraio con una fase interna all’amministrazione insieme ad assessori, delegati e consiglieri delegati e andrà avanti fino a giugno 2022 con focus group, incontri e assemblee nei quartieri, tavoli di co-programmazione e negoziazione, con contributi dei Consigli di Quartiere.

L’obiettivo del percorso è arrivare a produrre un Patto, ovvero un documento che definisca:

  • l’adozione di un nuovo Regolamento sulle forme di collaborazione tra soggetti civici e amministrazione per la cura dei beni comuni urbani che porti dentro una cornice unitaria i patti di collaborazione, il regolamento sulle libere forme associative, i Laboratori di Quartiere, le sperimentazioni del Laboratorio Spazi e le Case di Quartiere;
  • l’adozione da parte del Comune di impegni per una co-programmazione e co-progettazione costante e trasversale alle politiche;
  • la condivisione di principi d’uso relativamente agli edifici pubblici, a partire dalle Case di Quartiere;
  • la valorizzazione del ruolo delle reti civiche cittadine trasversalmente alle politiche e riconoscere la necessità di strumenti efficaci per realizzare una Amministrazione condivisa, individuando priorità, nuovi bisogni e modalità per progettare la ripartenza post-pandemia;
  • la formalizzazione di un rapporto costante tra l’Amministrazione e il Forum Terzo Settore;
  • evidenziare altre priorità.

Martedì 5 aprile, dalle 14 alle 19 presso la Piazza Coperta di Salaborsa, si terrà la prima assemblea pubblica aperta a tutte le realtà del Terzo Settore bolognese e di cittadinanza attiva, i gruppi informali, i cittadini e le cittadine interessati. Si alterneranno momenti di informazione e formazione a momenti di lavoro ai tavoli. 
Per partecipare, è necessario iscriversi entro sabato 2 aprile compilando questo modulo
Scopri il programma
L’evento si svolgerà nel rispetto delle normative di sicurezza ed è richiesto il Super Green Pass.

Per favorire ampia partecipazione sarà disponibile nei prossimi giorni uno spazio digitale dedicato e sono previsti altri incontri in tutti i quartieri dal 20 aprile al 10 maggio. Per ricevere maggiori informazioni scrivere a immaginazionecivica@fondazioneinnovazioneurbana.it.

A garanzia del processo e per supervisionare e indirizzare scientificamente i lavori, anche secondo le indicazioni della Riforma del Terzo Settore, è stato istituito un Comitato scientifico di garanzia composto da Riccardo Prandini (Unibo) con ruolo di Presidente del CS, Tomaso Francesco Giupponi (Unibo), Alceste Santuari (Unibo), Roberta Paltrinieri (Unibo), Paolo Venturi (Aiccon), Luciano Gallo (Anci ER) e Lavinia Pastore (Tor Vergata).

"La pandemia ha mostrato quanto sia importante per un territorio poter contare su una società civile e su una cittadinanza attiva autonome, propositive, solidali e capaci di innovazione. Il percorso che va ad iniziare, dopo un ascolto e un dialogo profondo con le diverse e plurali realtà di terzo settore, vuole co-produrre insieme all'amministrazione pubblica un nuovo patto finalizzato ad abilitare in modo nuovo i processi di partecipazione civica per la costruzione del bene comune. L'Unione Europea stessa riconosce che, oltre alle fondamentali procedure di democrazia rappresentativa, è sempre più necessario immaginare e abilitare dispositivi di democrazia partecipativa necessari per generare più coesione e solidarietà sociale” - sostiene Riccardo Prandini, presidente del Comitato Scientifico di garanzia.

“Bologna è la città che ha creato la cura condivisa dei beni comuni con i patti di collaborazione e l’immaginazione civica e la necessità di dare una risposta corale ai bisogni emersa con forza in questi anni di pandemia ha evidenziato ancora una volta che la strada intrapresa deve continuare ad essere perseguita, sviluppando nuove azioni, rafforzando quelle esistenti e migliorando le sinergie tra amministrazione e terzo settore sempre più nell’ottica della sussidiarietà e della responsabilità condivisa - aggiunge Erika Capasso, delegata del Sindaco alle Politiche per il Terzo Settore-. Ecco perché questo percorso non è solo tecnico e amministrativo ma comporta anche una trasformazione culturale: quando parliamo di amministrazione condivisa non parliamo infatti solamente di innovazione normativa ma anche e soprattutto di innovazione sociale. Un lavoro importante di definizione di sinergie più avanzate con il terzo settore dove la co-progettazione non è solo un modo diverso di partecipare ad un appalto, e la co-programmazione diventa metodo primario di condivisione della lettura dei bisogni e delle strategie di intervento. Perché come abbiamo scritto nelle linee di mandato: per decidere meglio, dobbiamo decidere insieme”.

Maggiori informazioni sul percorso

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