Il progetto “Giardino della resilienza”, che riguarda l'area di Edilizia Residenziale Pubblica tra le vie Malvasia, Pier de' Crescenzi, Casarini e dello Scalo ha vinto il bando della Regione Emilia-Romagna per interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana.

Il progetto vale circa 5 milioni di euro che saranno finanziati per metà attraverso il bando regionale (con risorse della Cassa Depositi e Prestiti e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione) e per l'altra metà attraverso risorse comunali.

Il comparto ACER è stato oggetto, nel 2017, delle attività dei Laboratori di Quartiere condotti dalla Fondazione per l'Innovazione Urbana, da cui emerse la necessità di intervenire sullo stato di incuria e deterioramento che caratterizza l'area e ne ostacola la fruzione e l'accessibilità. In particolare, il progetto di rigenerazione urbana recepisce quanto proposto dal progetto “Ri-gener-azioni popolari” che aveva partecipato al percorso del Bilancio partecipativo 2017: vi sono infatti confluiti i bisogni, le istanze e le proposte di intervento che avevamo raccolto nel corso degli incontri con le associazioni, i gruppi, le comunità e gli abitanti del territorio sia durante le fasi di emersione delle idee che nelle successive fasi di co-progettazione. Il progetto non era poi risultato vincitore e quindi non era stato finanziato in quell'ambito.

Il progetto riguarda il comparto storico delle “Popolarissime”, realizzato nella seconda metà degli anni ’30 del '900. L’area è collocata tra Porta San Felice e Porta Lame e occupa un “quadrilatero” identificato dalle vie Malvasia, dello Scalo, Pier de Crescenzi e Casarini. All’interno di questo quadrante si sviluppa una serie di edifici residenziali in linea, per 500 alloggi circa, separati da ampi spazi verdi, che erano nati con l'obiettivo di riproporre “condizioni di ruralità” nella città moderna, dotando cioè gli edifici residenziali, per le classi sociali più povere, di spazi aperti dove “prendere una diretta parte attiva alla coltivazione di una, seppur piccola, porzione di terreno” (cit. da “Il Comune di Bologna”, n. 5, Maggio 1937).

Il progetto prevede di reinterpretare in chiave contemporanea questa idea originaria, rigenerando gli spazi esterni che nel corso dei decenni si sono logorati, dando origine a fenomeni di degrado, trasformandoli in un nuovo grande giardino ad uso pubblico e didattico, nel quale sperimentare i principi del Piano di Adattamento ai cambiamenti climatici.
L’obiettivo è infatti di realizzare un giardino aperto a tutti, che diventi un punto di riferimento non solo per gli abitanti del comparto.
Il progetto prevede inoltre di riqualificare dal punto di vista energetico alcuni degli edifici residenziali del comparto, sostituendo gli infissi e realizzando nuovi impianti per ridurre i consumi.
Si prevede infine di intervenire su un edificio che originariamente aveva la destinazione di palestra e in futuro avrà una destinazione multifunzionale da definire insieme alla comunità, attraverso un percorso di partecipazione che avvieremo nei prossimi mesi.

La Fondazione per l’Innovazione Urbana accompagnerà infatti il percorso di rigenerazione dell’area attraverso attività di comunicazione, co-progettazione degli interventi da realizzare, animazione territoriale e gestione partecipata degli spazi comuni. Obiettivo del percorso partecipato è promuovere una continuità tra le necessità emerse in fase di proposte di progetti nel Bilancio partecipativo e le progettualità future che verranno realizzate nella zona. 

Il progetto per la partecipazione al bando regionale è stato curato dal Comune di Bologna, Acer Bologna e Fondazione per l'Innovazione Urbana in collaborazione con lo studio SUMS Architects.

GiardinoResilienza