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"I cittadini dovrebbero conoscere e abituarsi a guardare le previsioni del livello di inquinamento dell’aria come fanno con quelle meteorologiche”. 
Per combattere l’inquinamento atmosferico nelle nostre città è necessario partire da una conoscenza approfondita dei dati: ne è convinta Silvana Di Sabatino, docente di Fisica dell’Atmosfera presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Bologna, che da anni si occupa della dispersione degli inquinanti e di processi fisici in atmosfera per il miglioramento dei modelli di previsione. Analizzare bene il contesto di studio è il primo e imprescindibile passo: “generalizzare non aiuta, vi è necessità di aree campionarie piccole oppure ben contestualizzate, perché la concentrazione degli inquinanti è fortemente influenzata dalle caratteristiche del luogo e dai livelli di emissione”.
Bologna ad esempio è caratterizzata da una bassa ventilazione che favorisce l’aumento della concentrazione di inquinanti,  dato che l’assenza di correnti porta gli agenti inquinanti a stagnare. “Infatti abbiamo picchi di aria pulita in corrispondenza di eventi meteorologici come la pioggia e il vento”.
Come esiste un modello di previsione meteorologica, allo stesso modo quindi è possibile fare una previsione sui livelli di inquinamento, anche se l’affidabilità di questa dipende dalla capacità di mappare le emissioni puntuali: “abbiamo diverse sorgenti, come il traffico, l’uso civile e domestico del riscaldamento e poi naturalmente le industrie. Attraverso l’integrazione di misure e modelli, possiamo misurare e monitorare l’andamento del livello di inquinamento”. Come si guardano le previsioni del tempo, quindi, bisognerebbe abituarsi a guardare le previsioni del livello di inquinamento: solo dalla conoscenza e dall’informazione, infatti, può attivarsi nel cittadino una maggiore sensibilizzazione su questo tema e quindi anche una propensione a modificare alcuni aspetti del proprio stile di vita. “Il mio consiglio è di coinvolgere sempre di più i cittadini nelle attività di ricerca scientifica, ad esempio andando di più sul territorio, nei quartieri, sviluppando sistemi educativi basati su esempi concreti, sostenendo e promuovendo le esperienze di monitoraggio dell’inquinamento dal basso e la diffusione delle informazioni sulle modalità di utilizzo delle strumentazioni necessarie a raccogliere autonomamente i dati.”“In una città come Bologna l’inquinamento si vede e si sente, ha la peculiarità di essere visibile sia nella trasparenza dell’aria, sia nell’odore, molto riconoscibile, che nelle polveri che si depositano sui davanzali e sulle pareti”: tutti elementi visibili e tangibili per i cittadini che, quindi, sono in grado di rendersi conto in prima persona del problema e sono chiamati, insieme alle istituzioni e alle imprese, ad assumersi una responsabilità verso la città. “Ognuno di noi ha il dovere di preservarla sana e pulita con l’indispensabile supporto delle istituzioni”. Una vita più sana porta inoltre a un rallentamento dell’invecchiamento, “quindi una città salutare ci permette di usufruire più a lungo della sua bellezza e dei suoi benefici”.  

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