urbanistica

  • Il Comune di Bologna ha vinto il Bando Urban Innovative Actions promosso dalla Commissione Europea, per il quale aveva concorso con una proposta ad alto livello di innovazione sociale, che sarà finanziata con 5 milioni di euro.
    La proposta progettuale del Comune di Bologna è stata una delle 18 ad essere state ammesse al finanziamento su un totale di 378 presentate.

    Il progetto si chiama “S.A.L.U.S. W Space” (Villa SALUS as a new Sustainable Accessible Livable Usable Social space for intercultural Wellbeing, Welfare and Welcoming in the Metropolitan City of Bologna) ed è stato redatto dalla Istituzione per l’Inclusione sociale e comunitaria “don Paolo Serra Zanetti” del Comune di Bologna insieme a 16 realtà cittadine, selezionate con un avviso pubblico, tra cooperative e realtà del privato sociale, associazioni, Università di Bologna, e ASP Città di Bologna.

    L’obiettivo generale del progetto è di inserire nel contesto locale un centro di ospitalità, lavoro, welfare interculturale e benessere in senso lato recuperando un immobile esistente, l’ex clinica privata denominata “Villa Salus”, che da molti anni versa in uno stato di abbandono e degrado.
    L’intervento prevede un consumo zero del territorio, concentrandosi sulla riqualificazione dell’edificio esistente e del parco circostante in via Malvezza e ha l’obiettivo di dare lavoro a fasce svantaggiate della popolazione e nel contempo formarle professionalmente per la gestione futura dell’immobile e per la creazione di attività imprenditoriali a beneficio del territorio. Unendo un percorso di accompagnamento all’auto-imprenditorialità di migranti e rifugiati, l’intervento vuole caratterizzarsi per una innovazione di processo (codesign) e una forte impronta di welfare generativo e interculturale.

    Fonte di finanziamento:
    Bando Urban Innovative Actions
    Tempi:
    3 anni
    Risorse economiche:
    6.250.000 € (comprende la valorizzazione del personale dei partner)

    Per maggiori informazioni: www.saluspace.eu

  • Il progetto Rock - acronimo di Regeneration and Optimization of Cultural heritage in creative and Knowledge cities – si propone di rigenerare, attraverso nuovi processi ambientali, sociali, economici e sostenibili, la zona universitaria intorno a via Zamboni.

  • Il progetto Laboratorio Aperto si sviluppa nell'ambito del programma POR FESR 2014-2020 – ASSE 6 – Città attrattive e partecipate che coinvolge le 10 principali città dell'Emilia Romagna >> laboratoriaperti.it

    Bologna intende valorizzare la propria strategia di promozione e riqualificazione del nucleo storico attraverso un progetto che prevede di “ricucire” i diversi contenitori culturali che affacciano/affacceranno sugli spazi di via Rizzoli, la ex Galleria d’Accursio, Salaborsa, Palazzo D’Accursio, il Cortile Guido Fanti, e di farli evolvere in luoghi sempre più aperti ai cittadini e in cui sia rafforzata l’offerta di servizi diretti alla cittadinanza stessa, nel segno della partecipazione.

    La “ricucitura” vuole essere realizzata da due punti di vista:

    • ricucitura fisica: con alcuni interventi mirati gli spazi saranno tutti tra loro collegati attraverso un percorso coperto ottenuto riallestendo i vecchi sottopassaggi e utilizzando la piazza di Sala Borsa e i cortili di palazzo d’Accursio. Nascerà un nuovo spazio pubblico di connessione, contemporaneo, comodo, interessante e utilizzabile con qualsiasi situazione climatica da cittadini e turisti;
    • ricucitura funzionale e tecnologica: i contenitori saranno tra loro in rete e avranno spazi opportunamente attrezzati nell’ottica di costituire un unico “laboratorio aperto” dedicato alla fruizione interattiva dei beni culturali e alla collaborazione creativa fra cittadini, amministrazione, associazioni e imprese.

    L’obiettivo finale è dunque di creare nel cuore della città metropolitana uno degli spazi collaborativi più grandi d’Europa: un nuovo polo culturale per l’immaginazione, la collaborazione e l'innovazione civica di Bologna, dove analizzare, comunicare e coprodurre le trasformazioni urbane e affrontare le prossime sfide ambientali, sociali, tecnologiche.

    Il Laboratorio Aperto, che inizierà ufficialmente la sua attività tra la fine del 2019 e l'inizio del nuovo anno, si realizza grazie alla collaborazione tra il Comune di Bologna, la Fondazione per l'Innovazione Urbana, l'Università di Bologna, la Biblioteca Salaborsa - Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna e la Fondazione Cineteca di Bologna, e permetterà di accedere a un’offerta di servizi culturali consolidati ma rinnovati in chiave contemporanea (libri, musica, cinema, fotografia, mostre, incontri, ecc.) e a nuovi servizi immateriali e innovativi dedicati alla trasformazione della città come l'accesso a dati e a informazioni, sperimentazione di nuove tecnologie, spazi di aggregazione, di dialogo, di interazione e molto altro ancora, nel segno della partecipazione e dell’innovazione.

    La Fondazione per l'Innovazione Urbana, in forte collaborazione con l’Università di Bologna, sarà nodo progettuale per favorire e alimentare la collaborazione con tutti i partner interessati all'intera programmazione.

    Risorse economiche:
    3.000.000€

    logo bologna 

    BARRA LOGHI PORFEST CMYK

  • Il nuovo piano urbanistico ha l'obiettivo di semplificare le procedure e rilanciare l'attuazione del comparto Bertalia-Lazzaretto.

  • Le principali strutture ospedaliere che hanno sede a Bologna saranno interessate, nei prossimi anni, da alcune rilevanti trasformazioni urbanistico-edilizie, necessarie per adeguarle alla forte domanda che varia nel tempo in relazione alle esigenze della popolazione.

  • Il nuovo grande comparto Bertalia-Lazzaretto, in corso di costruzione nella zona nord-ovest della città, una volta completato, vedrà la realizzazione di 2.000 nuove abitazioni, oltre a nuovi spazi per l'Università, uffici, negozi e spazi pubblici.

  • Nella zona nord-est di Bologna, nelle aree circostanti a Via Scandellara e a Via Larga, dopo il recente insediamento della Torre Unipol, sono ancora in corso alcune importanti trasformazioni del territorio.
    Nella zona lungo Via Scandellara, in particolare nell'area detta “dei rottamai” (fortemente degradata ma oggi parzialmente bonificata), si costruiranno nuove abitazioni e si interverrà per migliorare i servizi, gli spazi pubblici, i percorsi ciclabili e pedonali e le connessioni dell'intera zona Scandellara/Terrapieno con il resto della città. 

    Il progetto è stato oggetto di un percorso di informazione e confronto con gli abitanti negli anni 2012-2013 e successivamente approvato dal Comune: ora l'iniziativa spetta ai proprietari delle aree interessate alla costruzione.
    In Via del Terrapieno è stato completato un nuovo parco pubblico da 23.000 mq che ospiterà un'area ortiva di circa 2000 mq.
    Nel “parco città” di Via Larga sono stati da poco realizzati nuovi orti secondo le indicazioni progettuali emerse dal concorso di progettazione per un'agricoltura urbana "Ortipertutti" del 2014.
    Nel tratto di Via Larga che si interseca con Via dell'Industria è stata realizzata la sistemazione stradale e la riqualificazione dei percorsi ciclopedonali di connessione con la zona del Pilastro, in concomitanza con la realizzazione di una nuova struttura commerciale, prevista dal Piano operativo per la qualificazione urbana diffusa.
    Nella adiacente zona produttiva “Roveri” continua un progressivo processo di trasformazione delle attività produttive di beni in nuovi centri di offerta di servizi, tra i quali spicca la nuova struttura “Fashion Research Italy” che offre servizi alle imprese nel campo della formazione, della cultura e della ricerca.

    Dati
    Progetto: Studio Conato
    Attuazione: Frascari Costruzioni
    60.000 mq Superficie complessiva (proprietà privata)
    13.300 mq Superficie edificabile, di cui:
    12.300 mq destinati a uso abitativo (170 alloggi circa) di cui 4.200 mq (circa un terzo) destinati a edilizia sociale per affitti a canone convenzionato per un periodo minimo di dieci anni
    900 mq altri usi (commerciale o altro compatibile con le abitazioni)
    9.400 mq verde pubblico
    4.500 mq parcheggi pubblici

     

  • La Bolognina, la zona a nord della stazione ferroviaria, storicamente sede del tessuto produttivo della città moderna, sta vivendo una fase di grande trasformazione urbana e sociale.

  • A nord della città storica, vicino alla nuova stazione Alta Velocità, nello storico quartiere della Bolognina, sono in atto trasformazioni rilevanti che amplieranno il sistema dei servizi di carattere metropolitano e contribuiranno a definire il nuovo volto di tutta la città: la sistemazione del Parco Lungo Navile, la realizzazione del nuovo polo di ricerca CNR–Università e la riqualificazione urbana dell'area dell'ex mercato ortofrutticolo.

    Parco Lungo Navile
    Il progetto del Parco Lungo Navile, inaugurato a luglio 2015, ha avuto l'obiettivo di creare un itinerario ciclopedonale di quindici chilometri che parte da Casalecchio di Reno, passa da Bologna e arriva a Castel Maggiore, seguendo il corso del Canale di Reno e del Navile. 
    Il progetto, che si inserisce in un'ottica più complessiva di recupero e valorizzazione anche in chiave turistica della "Bologna delle acque", prevede anche diversi interventi di riqualificazione del sistema del verde e di recupero delle componenti storico-architettoniche.
    Il ripristino del percorso lungo il canale è il primo passo di un'ambiziosa ipotesi di riqualificazione che vede nel Navile e nel suo ricchissimo patrimonio culturale e ambientale un punto di riferimento per il recupero e lo sviluppo del settore urbano circostante.

    parco lungonavile passerella battiferro

    Dati
    > Progetto promosso da: Fondazione del Monte, Comuni di Bologna, Casalecchio e Castel Maggiore
    > Progetto: Fondazione Villa Ghigi, architetto Elena Vincenzi

    Polo Universitario CNR Navile
    Il nuovo polo universitario Navile è in corso di realizzazione su un'area di circa 88.000 mq e ospiterà i Dipartimenti di Chimica, Chimica industriale, Farmacia e Biotecnologie, Fisica e Astronomia e l'Osservatorio astronomico di INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), accanto agli edifici esistenti del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).
    Il nuovo comparto edilizio comprenderà strutture didattiche, sedi amministrative, laboratori e nuovo verde e sarà facilmente accessibile grazie al potenziamento del trasporto pubblico orientato su quest'area.

    Ad ottobre 2015 sono iniziate le lezioni nel primo stabile completato, che comprende 25 aule per una capienza complessiva di oltre 1.600 studenti.


    Dati
    > Progetto promosso da: Università di Bologna
    > Progetto (vincitore concorso 2001): Raffaele Panella
    > Attuazione: FBM - Finanziaria Bologna Metropolitana

     

  • La stazione ferroviaria e l'Autostazione di Bologna sono le principali porte di transito da e per la città metropolitana e, allo stesso tempo, anche da e per la città storica.
    Le due stazioni, fortemente connesse dal punto di vista spaziale (sono quasi una di fronte all'altra) e funzionale (mettono in movimento milioni di passeggeri ogni anno), nei prossimi anni saranno riqualificate e riconfigurate per rispondere alle mutate esigenze della città metropolitana.

    Collocata su un'area di 180.000 mq, la stazione ferroviaria di Bologna è il centro nevralgico di una rete di trasporti internazionale, interessata da un movimento giornaliero di oltre 800 treni e di circa 180.000 passeggeri. Ormai in piena funzione la stazione interrata dell'Alta Velocità, attualmente sono in corso di completamento i lavori per il restyling dell'edificio storico, dove sono previsti nuovi usi commerciali, e quelli per aprire alle auto il sistema interrato di attraversamento e accesso da via Bovi Campeggi e da via Carracci.
    In corso di valutazione restano i progetti per l'interramento di viale Pietramellara e Piazza Medaglie d'Oro, il completamento del piano passeggeri AV, e l'attuazione del progetto di complesso integrato di Isozaki, vincitore di un concorso nell 2008.

    DatiNuova stazione AV
    > Superficie complessiva: 77.500 m²
    > Investimento complessivo: € 530.000.000 (Gruppo FS Italiane)

    Dati Restyiling stazione storica

    > Superficie complessiva: circa 12.000 m²
    > Investimento complessivo stimato: circa € 14.000.000 (Grandi Stazioni e Rete Ferroviaria Italiana)

    L'Autostazionedi Bologna è il luogo in cui confluiscono le linee nazionali e internazionali del trasporto pubblico su gomma, con circa 4 milioni di passeggeri all'anno.
    E' stato avviato nel 2014 un percorso di riqualificazione e valorizzazione della struttura dell'autostazione con l'obiettivo di renderla un più moderno hub di scambio del trasporto passeggeri. Si prevede di rinnovare le prestazioni funzionali del terminal, di incrementare l'appetibilità dei servizi commerciali offerti all'interno dell'edificio principale (riorganizzando gli spazi e prevedendo nuove destinazioni d'uso), di riqualificare lo spazio pubblico circostante l'area con particolare attenzione agli accessi e ai percorsi pedonali, conservando e valorizzando gli aspetti architettonici di pregio della struttura.

    Dati Autostazione

    > Superficie utile: 16.000 m²
    > Investimento complessivo stimato: circa € 8.000.000 (Autostazione Srl)

    Per collegare il polo Stazione all'altro importante punto di accesso alla città, l'Aeroporto, è stata progettata una nuova navetta automatica, il People Mover, i cui cantieri sono aperti dal 2015.

  • Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Città Metropolitana di Bologna, RFI-Reti Ferroviarie Italiane, FER – Ferrovie Emilia-Romagna e TPER – Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna, con il supporto di SRM-Reti e Mobilità Srl., stanno progressivamente realizzando un sistema infrastrutturale di trasporto pubblico che collega fra loro sia le zone interne alla città che la città con l'area metropolitana circostante, allo scopo di diminuire traffico e inquinamento.

  • Interventi di riqualificazione e ampliamento realizzati
    Per potenziare l’infrastruttura e migliorare la qualità dei servizi offerti, Aeroporto G. Marconi di Bologna SpA, la società di gestione del Marconi, ha predisposto un Master Plan che identifica gli interventi di riqualificazione e ampliamento dello scalo, che dal 2009 al 2016 ha registrato un aumento dei passeggeri del 66% (da 4,8 milioni a 7,7 milioni).
    A giugno 2014 è stato inaugurato il nuovo Terminal passeggeri che, con un incremento degli spazi di oltre 5.000 mq e il restyling dell’80% delle aree esistenti, ha aumentato la capacità dello scalo per far fronte al crescente volume di passeggeri.
    Sono stati realizzati degli interventi di miglioramento e riconfigurazione sia degli spazi che dei servizi, come ad esempio: unificazione delle 3 aree check-in esistenti, nuovo Infopoint, nuove biglietterie, riconfigurazione dell’ingresso al piano terra, riqualificazione delle aree comuni, ampliamento e ammodernamento delle aree commerciali, razionalizzazione della gestione dei bagagli, ampliamento della Marconi Business Lounge, della Sala Imbarchi, dei gate di imbarco e dei varchi di sicurezza, dotati di nuovi sistemi automatici di controllo.
    Inoltre, sono stati sviluppati interventi per il risparmio energetico su impianti e segnaletica.

    Prossimi interventi
    Per i prossimi anni, la società prevede di:
    > ampliare ulteriormente l’Aerostazione per raggiungere nel 2020 una capacità complessiva di 10 milioni di passeggeri
    > realizzare un nuovo parcheggio multipiano in prossimità del Terminal
    > dotare l’Aeroporto di nuovi spazi commerciali e nuovi servizi volti a migliorare l’esperienza del passeggero
    > potenziare l’accessibilità dello scalo, anche in un’ottica di intermodalità (con la Stazione People Mover)
    > accrescere la sostenibilità ambientale dell’Aeroporto, in coerenza con i piani di miglioramento definiti da AdB con il PAES – Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e con il progetto europeo D-Air (Clean Airport Decarbonated Regions), anche attraverso opere di compensazione ambientale (in particolare: realizzazione di una fascia boscata in prossimità della pista di volo e di piste ciclabili di collegamento con la viabilità ciclabile urbana).

     

  • Le strategie urbanistiche che accompagnano la rigenerazione urbana di Bologna promuovono indicazioni e regole per favorire il riuso di spazi ed edifici dismessi sia pubblici che privati.
    L’obiettivo è migliorare la città nel suo insieme senza consumare nuovo suolo. Le tipologie di rigenerazione urbana promosse riguardano sia strutture di servizio che aree produttive dismesse.
    La realizzazione dei singoli interventi contribuirà poi ad aumentare le dotazioni pubbliche a beneficio della città.
     
    Strutture di servizio
    In tutto il territorio comunale sono presenti diversi operatori di servizi (ospedalieri, sportivi, universitari ecc.) che, attraverso un apposito piano urbanistico approvato nel 2016, possono avviare processi di trasformazione e rinnovamento delle proprie strutture per migliorare l'erogazione dei servizi collettivi. Gli interventi di prossima realizzazione riguardano principalmente: la ristrutturazione di alcune strutture ospedaliere e socio sanitarie; la realizzazione di un nuovo polo educativo nido-scuola dell’infanzia nell’area universitaria di Via Filippo Re; l’ampliamento degli impianti sportivi di Casteldebole del Bologna FC; l’ampliamento del parco San Donnino con la sistemazione di alcuni parcheggi; la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale sociale in Via Barbacci; un piccolo padiglione di accesso al MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia).
     
    Dati
    Superficie complessiva: 53.000 m2
    Interventi ad uso pubblico
    Usi socio-sanitari e formazione universitaria: circa 29.000m2
    Usi ricreativi e sportivi: circa 4.000m2
    Altri usi, complementari alle attrezzature: circa 6.000m2
    Interventi residenziali
    Uso abitativo, corrispondenti a circa 44 alloggi: circa 3.000m2
    Interventi economici e amministrativi
    uso direzionale: circa 2.000m2
     
    Aree produttive dismesse
    In tutti i quartieri di Bologna, ma in concentrazione maggiore nel Quartiere Navile, dove storicamente era collocato il tessuto produttivo della città moderna, un piano urbanistico approvato nel 2015 individua circa 30 aree produttive in disuso che possono essere trasformate per rivitalizzare le zone in cui sono collocate introducendo nuove funzioni (abitative, commerciali, di servizio) e, al contempo, migliorando l'ambiente, rendendo gli edifici esistenti più sicuri e aumentando la quantità e la qualità dello spazio pubblico (verde, parcheggi, abitazioni sociali).
     
    Dati
    Superficie complessiva: 123.000m2

    Interventi rispetto agli usi
    Uso abitativo: 36.500m2
    Uso ricettivo-ristorativo: 32.000m2
    Uso commerciale: 27.000m2
    Usi economici e amministrativi: 21.500m2
    Uso sociale: 4.000m2
    Uso ricreativo: 2.000m2
     
    Inteventi rispetto ai benefici per la collettività
    Parcheggi/Posti auto: 23.000m2
    Altri usi: 19.000m2
    Aree verdi: 14.000m2
    Edilizia residenziale e sociale (circa 33 alloggi): 2.500m2
    Monetizzazioni: €9.000.000
     
     
     
  • A Bologna esistono 100 ettari di aree ferroviarie o militari dismesse che, grazie alle indicazioni contenute nel Piano operativo comunale "Rigenerazione Patrimoni Pubblici", possono essere trasformate innescando processi di rigenerazione urbana di alta qualità ambientale.
    Le aree dismesse di proprietà pubblica potranno dunque acquisire nuove funzioni per la città nel suo complesso: residenze, centri direzionali e commerciali, attività di accoglienza e ristorative ecc.
    Queste trasformazioni, che impegneranno Bologna per i prossimi vent’anni, saranno accompagnate dalla realizzazione di parchi, attrezzature per la vita comune, alloggi di edilizia residenziale sociale, potenziamento del trasporto pubblico a beneficio di tutta la città.

    Dati
    100 ettari di aree da trasformare incluse nel Piano
    490.000 mq di superficie lorda edificabile
    2.100 alloggi realizzabili
    30 ettari di nuovi parchi
    5 nuove scuole

    I principali interventi previsti

    • Prati di Caprara – Sulle aree già militari, estese per 48 ettari tra via Saffi e la ferrovia, si prevede di creare un nuovo impianto urbano con la realizzazione di residenze, edifici direzionali e commerciali (per un totale di 180.000 mq costruiti), scuole, parcheggi e un parco di 20 ettari.
    • Aree ex Ferroviarie (Ravone) - Sulle aree ex ferroviarie comprese tra viale Silvani e le vie Saffi e Zanardi si prevede di rigenerare il patrimonio edilizio con realizzazione di residenze, attività direzionali e commerciali, parcheggi e un nuovo parco urbano di almeno 4,5 ettari.
    • Ex Caserma Sani - Sugli oltre 10 ettari di superficie tra via Ferrarese e via Stalingrado, di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti, si prevede di realizzare nuove abitazioni, uici, esercizi commerciali, un nuovo parco urbano e una scuola. Nel 2017 un bando internazionale di progettazione ha selezionato il progettista del piano attuativo dell'area.
    • Staveco (ex area militare)- È in corso di verifica la possibilità di destinare l’area della ex Staveco - 9 ettari di superficie nella zona sud della città, accanto ai Giardini Margherita - all’insediamento di alcune sedi giudiziarie, ad integrazione del polo giudiziario già presente in centro storico a poca distanza dall’area. Si prevede inoltre di creare un sistema di verde pubblico che connetta il centro della città con la collina e di ampliare il parcheggio pubblico già esistente.
    • Ex caserma Mazzoni -Sull'area di 4,6 ettari fra via Parisio e via delle Armi si prevede di realizzare un comparto a destinazione mista residenziale (di cui il 10% dedicato a edilizia sociale), direzionale e commerciale, in cui insediare anche due nuove scuole (primaria e dell'infanzia).
    • Ex caserma Masini -Gli edifici della ex caserma, che occupano un'area di 7.500 mq nel centro città, potranno essere recuperati per ospitare nuove abitazioni, servizi e una struttura ricettiva con i relativi posti auto.

     

  • Il Quartiere fieristico di Bologna, nella zona nord della città, si estende su un'area complessiva di 375.000 mq, tra zone coperte ed esterne e l'area totale dei servizi è di 36.000 mq con 15 padiglioni (4 biplanari e 11 monoplanari), 5 ingressi indipendenti e 14.500 posti auto.

    Alla luce di mutate esigenze espositive e di nuove prospettive di sviluppo, a fine 2016 BolognaFiere, Regione Emilia-Romagna, Città Metropolitana e Comune di Bologna hanno siglato un “Protocollo per lo sviluppo del quartiere fieristico” che individua alcune linee di indirizzo per riqualificare la struttura.

    Fra gli interventi previsti, tutti all’interno delle aree già in uso alla Fiera dunque senza necessità di consumare nuovo suolo, di particolare rilevanza risulta il progetto di ristrutturazione dei padiglioni 29 e 30 i quali, presentando condizioni strutturali e funzionali non più adatte all’attività fieristica, saranno demoliti e riedificati.

    Il progetto riconnette il sistema territoriale circostante innestandosi tramite un nuovo “modulo” spaziale e strutturale che intende fungere da matrice per la rigenerazione del quartiere fieristico, in grado di garantire omogeneità e coerenza fra il sistema espositivo esistente e quello previsto in ampliamento.
    Verrà creato in particolare un nuovo asse di interconnessione attorno al quale si svilupperanno i due padiglioni espositivi e spazi per lo street food.
    I padiglioni espositivi a campata unica saranno strutturati su una maglia funzionale alla gestione degli eventi fieristici con un’illuminazione naturale portata dalle facciate laterali in policarbonato.
    La galleria distributiva e di avvicinamento alle aree espositive risulterà come spazio polifunzionale caratterizzato da un giardino d’inverno e aree verdi concepiti come luoghi per il relax e la sosta, dove la vegetazione permetterà un alto comfort spaziale e percettivo.

    I lavori per la realizzazione del progetto sono iniziati il 30 ottobre 2017 e si prevede che potranno concludersi entro fine settembre 2018.

    Dati

    Superficie espositiva:
    Padiglione 29: 7.400 m2
    Padiglione 30: 14.000 m2
    Totale: 21.400 m2

    Mall percorsi pedonali: 7.600 m2

     
     
  • Il complesso immobiliare dell'ex Manifattura Tabacchi, realizzato negli anni '50-60 tra via Ferrarese e via Stalingrado su progetto dell'ing. Pier Luigi Nervi e ora di proprietà della Regione Emilia-Romagna, diventerà la sede del nuovo Tecnopolo di Bologna. Un centro per l'innovazione e la sperimentazione che rientra nella strategia regionale per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico e che fa parte anche del Piano Strategico Metropolitano di Bologna.

    Il progetto per il Tecnopolo, esito di un concorso internazionale di progettazione, prevede di demolire gli edifici e le strutture più fatiscenti consentendo di scoprire la ricchezza delle architetture esistenti e di integrarle con le nuove previste.

    Il nuovo complesso sarà strategicamente integrato all'interno del quartiere Navile, in stretta connessione a sud con la Bolognina e proiettato verso nord oltre la tangenziale.

    Il progetto complessivo prevede l'insediamento nel Tecnopolo di di istituzioni (agenzie della Regione, ENEA, Istituti Ortopedici Rizzoli) e laboratori di ricerca attivi su diverse piattaforme tecnologiche: meccanica, materiali, costruzioni, scienze della vita, energia-ambiente, Ict e data center, design.
    Inoltre il Tecnopolo sarà sede del data center del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts - ECMWF), in un’area complessiva di 9.000 mq, compresa la zona per le attrezzature computerizzate ad alta performance al piano terra e per gli uffici.
    Anche la nuova Agenzia nazionale per la meteorologia e la climatologia (ItaliaMeteo) avrà sede alla ex-Manifattura Tabacchi, concentrando qui diverse strutture di ricerca ora regionali e configurando il Tecnopolo di Bologna come hub europeo della ricerca sul cambiamento climatico.

    Dati
    Superficie dell'area: circa 136.000 m²
    Progetto promosso da: Regione Emilia-Romagna
    Progetto(vincitore concorso 2011): Studio Von Gerkan Marg und Partner-Gmp
    Attuazione: FBM - Finanziaria Bologna Metropolitana
    Investimento complessivo stimato: € 198.000.000

  • PROGETTO REALIZZATO

    Nella zona a nord-est della città, al Pilastro nel quartiere San Donato, è nato FICO Eataly World, il grande parco dell’agroalimentare italiano di 80.000 mq che racchiude in un luogo unico la biodiversità del cibo italiano.

    FICO Eataly World intende diventare un punto di riferimento gustativo, commerciale, esperienziale e didattico per un pubblico vasto ed eterogeneo, ospitando numerose attività legate all’intera filiera degli alimenti: dalla coltivazione e l’allevamento, alla trasformazione, alla produzione, alla vendita fino al consumo al dettaglio dei prodotti.

    Da un punto di vista urbanistico-edilizio, si tratta di un intervento di rigenerazione che non altera in modo strutturale l'aspetto delle aree e delle infrastrutture esistenti (FICO sorge infatti nella struttura principale del CAAB) ma ne modifica le funzioni e l’organizzazione degli spazi. Le tradizionali attività mercatali del CAAB sono state infatti riorganizzate nel “NAM-Nuova Area Mercatale” adeguato, per dimensione, servizi offerti, tecnologie e sostenibilità gestionale alle esigenze di un moderno mercato all’ingrosso.

    FICO Eataly World è aperto al pubblico dal 15 novembre 2017.

    Dati
    > Superficie dell'area: circa 80.000 m²
    > Progetto: CAAB Centro Agro Alimentare di Bologna, Comune di Bologna, Eataly
    > Investimento pubblico/privato: più di € 80.000.000

    Guarda la photogallery:


    Per saperne di più:
    www.eatalyworld.it

     

  • Il centro storico di Bologna è ben conservato, ricco di edifici di pregio, piazze e spazi singolari come i portici, candidati a diventare patrimonio dell’UNESCO, che si sviluppano per circa 40 km e connettono il centro alle altre parti della città.

    Negli ultimi anni alcune piazze, strade e alcuni luoghi significativi del centro storico sono stati riqualificati per migliorare la qualità urbana e la fruibilità degli spazi. A titolo di esempio, si sono avviati i T Days (la chiusura al traffico nelle vie Ugo Bassi, Rizzoli e Indipendenza nei fine settimana), è stata realizzata la Tangenziale delle biciclette, sono stati riqualificati il cortile del pozzo di Palazzo Comunale, via Azzo Gardino, Porta Ravegnana, le piazze Minghetti, Verdi, San Domenico, San Martino, Mercanzia, Aldrovandi, Malpighi e San Francesco, piazzetta San Donato lungo via Zamboni.
    Anche la via Emilia, la strada attorno alla quale si sviluppa la città, è stata recentemente interessata da interventi di riqualificazione stradale nella sua tratta centrale da via Ugo Bassi a Strada Maggiore.

    Nei prossimi anni altre aree del centro saranno oggetto di importanti trasformazioni.

    Area di piazza Maggiore
    L’area che dalle Due Torri arriva fino a piazza Maggiore è interessata da significativi cambiamenti. Entro il 2018 a Palazzo Ronzani, in Piazza Re Enzo, saranno completati i lavori per la rinascita e la restituzione alla città del Cinema Modernissimo, la storica sala cinematografica di inizio ‘900, in disuso ormai da diversi anni. In continuità con il progetto del nuovo Cinema Modernissimo, i sottopassi ad esso collegati e gli spazi tra Salaborsa, Urban Center Bologna e Palazzo d'Accursio saranno fisicamente “ricuciti” e rinnovati per ospitare dal 2018 il Laboratorio Urbano Aperto, dove sperimentare nuovi modelli di collaborazione fra cittadini, Amministrazione, associazioni e imprese nel campo dell’innovazione urbana, con una particolare attenzione ai temi legati alle nuove economie, all’ambiente, alla rigenerazione e alla cura del territorio.

    Distretto Universitario
    Nel distretto universitario intorno a via Zamboni si concentrano 8 edifici universitari, 6 musei, 3 biblioteche e il teatro principale della città, ma anche attività illegali e forme di degrado. L’area dal 2017-2020 sarà oggetto di importanti investimenti grazie al finanziamento europeo ottenuto dalla città di Bologna per realizzare il progetto ROCK – acronimo di Regeneration and Optimization of Cultural heritage in creative and Knowledge cities. Il progetto si propone di rigenerare l’area attraverso nuovi processi ambientali, sociali, economici e sostenibili.

    Distretto Montagnola e tre stazioni
    Il distretto della Montagnola è caratterizzato dalla presenza di scuole dell’infanzia, importanti elementi architettonici, luoghi di aggregazione, le tre stazioni (la Stazione Ferroviaria Bologna Centrale, l’Autostazione e Dynamo la Velostazione) e il mercato settimanale della Piazzola. Il Giardino della Montagna, la più antica area verde della città, si trova quindi al centro di importanti flussi e usi collegati alla mobilità, urbana ed extraurbana, alla socialità, ai commerci e alle pratiche sportive, ma è anche luogo da anni di attività illegali e forme di degrado. L’area è attualmente oggetto di un percorso di rigenerazione che prevede, da un lato, di valorizzare le iniziative e le risorse sociali, economiche e culturali già presenti e, dall’altro, di realizzare una riqualificazione fisica del parco e delle zone limitrofe (accessibilità e connessioni, presenza di strutture permanenti e temporanee, arredi, verde, ecc.) attraverso un concorso internazionale di idee.

    Dati

    Cinema Modernissimo
    Promotori: Cineteca di Bologna
    Fonte di finanziamento: Comune di Bologna, Unindustria e molte altre realtà economiche della città e internazionali (tra cui Gaumont, Marchesini Group, Pelliconi, Bonfiglioli Riduttori, G.D., Marino e Paola Golinelli, Unicredit, Unipol Banca, Fondazione Del Monte)
    Tempi:
    2016 - avvio lavori
    2018 - conclusione dei lavori e apertura
    Risorse economiche: 3.500.000€

    Progetto Laboratorio Aperto
    Promotori: Comune di Bologna, Urban Center Bologna, Biblioteca Salaborsa, Cineteca Bologna
    Fonte di finanziamento: Programma POR FESR 2014– 2020 – ASSE 6 – Città attrattive e partecipate
    Tempi:
    2016 – progettazione degli interventi fisici e programmazione
    2017 – realizzazione degli interventi, allestimento tecnologico
    inizio 2018 - apertura
    Risorse economiche: 3.000.000€

    Progetto Rock
    Promotori: Comune di Bologna, in collaborazione con Università di Bologna e altri 32 partner europei
    Fonte di finanziamento: bando europeo Horizon 2020, asse Climate - Greening the Economy in risposta alla call Cultural Heritage as a driver for Sustainable Growth
    Tempi:
    dal 2017 5 anni (3 di attività e 2 di monitoraggio)
    Risorse economiche:
    10.000.000€ - progetto complessivo
    2.000.000€ - progetto bolognese

  • L'espressione “Progettazione Europea” o “Europrogettazione” indica tutte quelle attività relative alla produzione, stesura, presentazione e rendicontazione di progetti europei, intesi come proposte di finanziamento indirizzate all'Unione Europea e in risposta ai bandi da questa pubblicati.

    La nuova programmazione europea per il periodo 2014-2020 è composta da 40 programmi, suddivisi in aree strategiche, per un budget complessivo di 960 miliardi. La novità principale è la dichiarata priorità per investimenti in settori che possono stimolare la crescita economica, come la ricerca e l’innovazione (Horizon 2020), la cultura e l’agenda digitale (Creative Europe), le piccole e medie imprese (COSME) e l’istruzione (Erasmus+). Il Programma più ricco in termini di budget e di sfide è Horizon 2020 che, con delle risorse pari a 77 miliardi, si focalizza sull’innovazione, la ricerca scientifica e il supporto finanziario alle PMI, nell’ottica di raggiungere il macro obiettivo della Strategia Europe 2020, ovvero l’aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo al 3% del PIL dell’UE.

    In virtù delle nostre expertise e dei risvolti positivi insiti nelle attività di progettazione europea, abbiamo deciso di fare dell'europrogettazione un complemento delle nostre attività per favorire la crescita della nostra dimensione europea e internazionalee incentivare la cooperazione con organizzazioni di diversi paesi europei attraverso lo scambio di esperienze e best practices.

    Se sei un'azienda, un'ente di ricerca e/o una struttura di consulenza e vuoi proporre progetti, per te o per i tuoi clienti, o stai cercando nuovi membri per istituire un consorzio e presentare una proposta progettuale nei settori dell'ambiente e dell'energia, dello Sviluppo Tecnologico, dell'Urban Planning, della Sostenibilità, se ti occupi di Mobilità, Cultura e transizione di città in organismi resilienti, contattaci.

    Da maggio 2015, siamo third affiliated partner del Comune di Bologna all'interno della Climate-KIC. Da gennaio 2016, siamo ufficialmente affiliated partner della Climate-KIC.

    I progetti europei a cui partecipiamo o abbiamo partecipato:

    Nel 2016, abbiamo inoltre all'elaborazione di quattro proposte Horizon2020 (in attesa dell'esito di valutazione)
    Siamo stati infine coinvolti in qualità di partner nell'elaborazione e presentazione di alcune proposte progettuali che non sono però state finanziate:

    • Smart Nexus (2015): il progetto mirava a dar vita ad alcuni smart district in tre città pilota (Bologna, Berlino e Parigi) che sarebbero stati tra loro interconnessi e la cui trasformazione avrebbe riguardato sia il consumo di energia che la mobilità. Delle 40 proposte arrivate alla Commissione, solo 9 sono state valutate ad di sopra della soglia fissata per considerare la proposta finanziabile. Smart Nexus era una di queste nove.
    • Merup (2015): incentrato sul raggiungimento degli obiettivi fissati dall'agenda della Commissione in merito all'innalzamento degli standard e degli strumenti educativi con particolare riferimento all'Università. Il progetto mirava all'implementazione di nuove metodologie pedagogiche attraverso, tra gli altri, l'utilizzo di strumenti di e-learning e la creazione di un Urban Cafè.
    • EoL Local – Black Carbon (2015): l'obiettivo era la realizzazione di una nuova metodologia per il calcolo della quantità di black carbon in atmosfera a Bologna. ARPA e Comune di Bologna avrebbero collaborato al progetto attraverso il reperimento di dati. Era previsa la partecipazione attiva dei cittadini. Tale attività sarebbe stata coordinata da Urban Center, insieme a tutte le attività di comunicazione e divulgazione.
    • H2Ort (2016): il progetto, presentato in collaborazione con Agromet, si proponeva di prevedere e gestire la domanda idrica degli orti urbani in base alle precipitazioni previste.
    • Vuner_Ability (2016): la proposta è stata presentata insieme a un consorzio costituito, tra gli altri, dal Comune di Saragozza. Obiettivo del progetto era combattere la condizione di povertà energetica in cui versa la fascia di popolazione che vive nelle case ex ERP. Tra le varie attività previste, vi erano la costruzione di “knowledge community” in grado di informare i cittadini e l'istituzione di fondi per promuovere l'efficientamento energetico degli edifici;
    • S-HUB (2016): la proposta era finalizzata all'ampliamento delle attività di Terracini in Transizione, attraverso la creazione di un Green-Hub supportato dalla partecipazione di Rootability.